ASSOCIAZIONE ITALIANA FILM D'ANIMAZIONE
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ASIFA ITALIA NOTIZIE
MAGGIO 1999


FESTIVAL REPORT

"CARTOONS ON THE BAY" A POSITANO
Si è conclusa il 24 aprile scorso la terza edizione di "Cartoons on the Bay", festival dell'animazione televisiva diretto da Alfio Bastiancich, promosso da RAI e organizzato da RAI Trade. La UER, unione delle televisioni europee, ASIFA Italia e Cartoon Italia ne sono i patrocinatori

Animazione in TV
Dopo un anno di interruzione, la manifestazione ha ripreso con notevole impulso confermando la sua importante funzione di vetrina di uno scenario mondiale dinamico come quello dell'animazione televisiva. 134 i programmi presentati nella sezione ufficiale di cui 65 in concorso e 69 in showcase, numerose le anteprime e gli eventi speciali. Denso anche il programma dei panels che caratterizzano Cartoons on the Bay come un luogo di riflessione approfondita sullo stato e sull'evoluzione del settore.

Il festival sulla baia, dislocato quest'anno a Positano, in attesa che Amalfi si attrezzi con una nuova sala cinematografica, ha una fisionomia molto particolare nel quadro degli eventi speciliazzati a livello mondiale. Non solo infatti è l'unico ad occuparsi specificamente del cartoon televisivo ma è anche fortemente caratterizzato dalla presenza della RAI e dall'importante impronta mediatica che questo intervento permette. E' chiaro che, con la maturazione della manifestazione, l'impegno delle televisioni si dovrà estendere ad una rosa assai più ampia - e non è un caso se quest'anno troviamo fra i patrocinatori proprio l'UER (Unione delle Televisioni Europee). Tuttavia questa edizione si è svolta ancora tutta sotto l'egida della emittente pubblica nazionale e l'interesse ed il sostegno sono stati di particolare rilevanza, confermati dalla partecipazione personale del presidente RAI Roberto Zaccaria e del consigliere di amministrazione Stefano Balassone.

La serata finale, in diretta su RAI Tre può aver deluso ancora chi spera in un programma "tutto cartoon": la RAI non sa rinunciare ai talk show (con Carlo Massarini) ma almeno si è parlato di cartoni animati con cognizione di causa (Luca Raffaelli, Bruno Bozzetto, Marina D'Amato, David Rhodes, Enzo D'Alò) e con interlocutori del calibro di Michele Santoro.

I premi Pulcinella
Nel corso della serata finale sono stati assegnati i premi Pulcinella. I film italiani non hanno espresso punte di particolare rilievo, anche se va notato che la più importante produzione dell'anno  La Gabbianella e il Gatto non partecipava al concorso in quanto prodotto squisitamente cinematografico.

La Giuria era composta da Finn Arnesen (Cartoon Network), Enzo D'Alò (regista), Sebastian Debertin (Der Kinderkanal, ARD/ZDF), Gary Krisel (Dreamworks) e Françoise Reymond (Canal+).

Pulcinella d'oro per il miglior personaggio dell'anno
Billy, serie 20x10'
Regia di Vincent Jame, produzione The Little Entertainment Company, Gran Bretagna

Pulcinella d'oro per il miglior programma dell'anno
L'Enfant au grelot, special tv 26'
Regia di Jacques Remy Girerd, produzione Folimage, Francia

Pulcinella d'argento per la miglior serie per l'infanzia:
Kipper serie 39x10'
regia di Mike Stuart, autore Max Cox,produzione Grandlsamm Childrens Films, Gran Bretagna

Pulcinella d'argento per la miglior serie per bambini
La bruixa auorrida serie 52x6'
regia di Balthasar Pertrosa, autori Roser Capdevilia e Enric Larruela, produzione Cromosoma, Spagna

Pulcinella d'argento per la miglior serie per adolescenti:
Batman Beyond pilota di 60'
regia di Curt Geda, autori: Bob Kane, Alan Burnett, Paul Dini, Bruce Dimm, produzione Warner Bros International Television, USA

Pulcinella d'argento per la miglior serie per adulti:
Bob and Margaret, serie 13x22'
autori David Fine e Alison Snowden, produzione Nelvana con Channel 4, Comedy Central, Global TV Network, Canada e Gran Bretagna

Pulcinella d'argento miglior serie "tutti i pubblici"
Toonsylvania , serie 21x22'
regia di Rich Arons e David Marshall, autore Mark Drotman, produzione Dreamworks TV Animation, USA

Pulcinella d'argento per il miglior film Tv
Eugenio , 26'
regia di Jean-Jacques Prunes, autori Lorenzo Mattotti e Marianne Cockenpot, produzione Les Films de l'Arlequin , Francia

Pulcinella d'argento miglior programma europeo:
Hilltop Hospital , serie 26x10'
regia di Pascal Le Notre e Robin Lyons, autore Nicholas Allan, produzione Siriol Productions con Folimage, Galles (UK) e Francia.

Menzioni speciali :

per il miglior soggetto
Karl Anton, series 7x30"
regai di Thomas Meyer Hermann, produzione Studio Film Bilder, Germania

per la migliore produzione
The Bear, special TV
regia di Hillary Audus, autori Hillary Audus e Johanna Harrison, produzione John Coates TV Cartoons, Gran Bretagna.

per meriti tecnici.
The Canterbury Tales, special 26'
regia di Jonathan Myerson, produzione S4C International.

La giuria dei bambini ha assegnato il premio a:
Our Friend Martin, film Tv 60'
regia di Vincenzo Tripetti e Rod Smiley, produzione DIC Entertainment, USA.

In sintesi: su 12 premi ufficiali ben 6 sono andati al Regno Unito che ancora una volta "troneggia". La Francia, grande produttrice di serie dimostra invece al meglio il suo talento con due produzioni di breve respiro e di grande eleganza grafica; emerge la Spagna con il bel film di Cromosoma e ci si inchina di fronte alla potente bellezza di due classici americani che sanno rinnovarsi come Batman della Warner e Toonsylvania di Dreamworks. (Fra l'altro: uno dei giurati è della Dreamworks stessa. La giuria ha dichiarato che sul film in questione il giurato "sospetto" ha votato contro).

Serissima e politicamente correttissima la giuria dei bambini che ha premiato l'impegno didattico-democratico ma anche spettacolare del film sul reverendo Martin Luther King prodotto dalla DIC.

I film italiani in selezione

Taco e Paco, pilota di serie di Crayons, Dell'uomo parliamo la prossima volta, serie shorts del Gruppo Alcuni, Tommy e Oscar, serie 26x26' di Rainbow, Sandokan serie 26x26'di Mondo TV, Gibì & Doppiaw serie shorts di Azur Loppiano, Presentati in showcase: Brillo,pilota di serie di Gertie, Up Town, pilota di Musicartoons, Federico, serie shorts di Gruppo Alcuni, Lupo Alberto, serie 52x6'30" di The Animation Band, Il copricapo Maya, speciale del Gruppo Alcuni.

Cortometraggio in TV
L'obiettivo della manifestazione è molto specifico e orientato alla produzione industriale. Ci sono però evidenti segnali di apertura agli aspetti più legati alla creazione, alla sperimentazione, alla scoperta di giovani talenti.

Da quest'anno il Festival dedica infatti una sezione al cortometraggio d'autore, prodotto o comunque sostenuto finanziariamente dalle televisioni. La sezione Corto in Tv ha proposto circa 40 cortometraggi di recentissima produzione presentati dalla principali televisioni impegnate sul fronte: Channel Four, Canal Plus, La Sept/Arte, TV Suisse Romande fra le altre. Anche RAI ha presentato corti d'autore: si tratta dei tre brevi film realizzati per il progetto Mondo 3 di RAI Educational con i quali tre artisti italiani affrontano alcuni dei grandi temi proposti dal progetto. Laura Fiori ha realizzato iI mito dell'Androgino da Platone, Manfredo Manfredi Le città Invisibili da Italo Calvino e Fusako Yusaki ha lavorato sul personaggio di Ippocrate.

Di questa operazione, dei film e dei loro autori avremo occasione di parlare più diffusamente nei prossimi numeri.

Ancora sul corto Cartoons on the Bay si è soffermato con un panel, organizzato in collaborazione con ASIFA Italia a cui hanno partecipato Klare Kitson di Channel Four, Peter Dougherty di MTV, Gianni Bellisario di RAI Educational e Guido Manuli in qualità di autore, insieme a Laura Fiori e Manfredo Manfredi. Il panel '"Cortometraggio d'animazione: una sfida per le televisioni" ha fatto il punto sulla situazione per verificare le possibilità di produzione e di diffusione del cortometraggio d'autore da parte delle televisioni.

Sempre di cortometraggio si è parlato nell'incontro con Barry Purves, uno dei grandi autori dell'animazione tridimensionale. Barry ha mostrato e commentato i suoi indimenticabili film, da Next , summa shakespeariana di assoluta originalità, bellezza ed emozione a Gilbert & Sullivan, raffinatisimo, britannicissimo e difficile divertis-sement sui due famosi autori di operetta.

In generale il programma dei panel e delle conferenze è stato più attento ai temi legati alla creazione e all'innovazione e meno concentrato sui problemi del rapporto con il pubblico, e in particolare con quello infantile, che avevano caratterizzato le precedenti edizioni.

Enzo D'Alò e David Rhodes hanno raccontato il loro lavoro per la colonna musicale del film La Gabbianella e il Gatto.

Luca Raffaelli ha coordinato un bel panel dedicato all'animazione di pupazzi a cui hanno partecipato Ian McInnon (McInnon & Saunders), Michael Rose (Aardman Animation), Finn Arnesen (Cartoon Network), Barry Purves e Roberto Lione, produttore della serie Taco e Paco, presentata in concorso e realizzata con la tecnica assai nuova e interessante dell'animazione di pupazzi di carta.

"Cartoni Animati dalle Migliori Intezioni"
Interessante punto di incontro fra l'animazione d'autore e la produzione per la televisione si è rivelata la presentazione della serie di spot educativi prodotta da RAI "Cartoni Animati dalle Migliori Intezioni".

Si tratta una campagna educativa promossa da RAI direzione Teche e Servizi Tematici Educativi con il Ministero delle Finanze, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e l'UNOPS (ONU). Sono 75 spot di 95 secondi in animazione, su temi di rilevanza sociale. Capo-progetto è Gianni Bellisario di RAI Educational, la direzione artistica è di Alfio Bastiancich e i produttori che hanno partecipato alla realizzazione sono: Bozzetto, The Animation Band, Graphilm, Filmamaster Film e Cineteam. La distribuzione è di RAI Trade.

Gli spot affrontano diversi argomenti - difesa della salute; diritti, democrazia e partecipazione; ambiente e sviluppo sostenibile; emarginazione; pari opportunità; strada e i trasporti; cooperazione internazionale; incidenti domestici - affidandosi al cartone animato. Le regie sono state affidate a Riccardo Benvenuti, Maurizio Forestieri, Alessandro Belli, Guido Manuli, Annalisa Corsi, Bruno Bozzetto, Stefano Argentero, Pietro Conti, Max Forestieri.

La serie è stata presentata a Positano. Renato Parascadolo, codirettore di RAI Educational ,ha spiegato: "il ricorso ai cartoni animati per illustrare i problemi dello sviluppo umano non è stato casuale: vi è in questa tecnica narrativa un'immediatezza e una universalità straordinarie, ma anche una didascalicità che è paragonabile soltanto a quella delle favole".

Alfio Bastiancich ha sottolineato l'interesse dell'operazione anche in rapporto allo sviluppo dell'animazione in Italia: "considerato l'impegno della RAI nello sviluppo artistico ed industriale del cinema d'animazione italiano, il punto di partenza è stato di offrire ad un vasto ventaglio di sceneg-giatori e di realizzatori più o meno affermati l'opportunità di cimentarsi con la più ampia libertà creativa su linee di contenuti indicate da esperti".

Fra presentazioni e anteprime
Anteprima assai attesa è stata quella di Doug, the movie una produzione Jumbo Pictures presentata dalla Walt Disney Picture. Il film è diretto da Jim Jinkins e prodotto dallo stesso Jinkins con David Campbell. E' tratto dalla serie televisiva della ABC che segue le storie di un adolescente di fronte ai dilemmi tipici dell'età: fare ciò che è giusto o ciò che è di moda? Doug è impacciato, sognatore e forse un po' stravagante. Il suo successo nasce dalla capacità di affrontare temi quotidiani per ogni ragazzino con ironia, realismo e semplicità. Semplicità riflessa anche nel segno grafico - siamo ancora nella tradizione che ci riporta a Tin Tin - che per il grande schermo si è arricchita nelle scenografie senza perdere di scioltezza.

Guido Manuli ha presentato il suoMonster Mash produzione RAI E DIC Enterntainement (oramai acquisita dalla Disney). Il film narra la storia dei più famosi del mostri: Dracula, Frankenstein e l'uomo lupo che, ormai deprivati del loro potere di spaventare, vivono negli spettacoli dei luna park. Il film verrà diffuso in Italia probabilmente alla fine dell'anno da RAI Uno. Il budget del film, che dura 60 minuti, è di 2 mlioni di dollari.

Cartoon Italia
Pietro Campedelli ha presentato alla stampa Cartoon Italia, l'associazione aziende audiovisive in animazione di cui è presidente. L'associazione si propone di riunire le aziende che in Italia si dedicano alla produzione e alla realizzazione di animazione, di tutelare rappresentare e promuovere gli interessi della imprese italiane del settore; di promuovere e favorire lo sviluppo artistico, economico, tecnico e professioanle dell'industria di produzione dell'animazione italiana.

Soci fondatori di Cartoon Italia sono: Alcuni, Treviso; Audiovisivi De Mas, Milano; Colourland, Milano; Crayons, Terni; Fusako Yusaki, Milano; Gertie, Milano; Graphilm, Roma; Green Cube, Milano; Lanterna Magic, Torino; Quick Sand Production, Milano; Quipos, Milano; the Animation Band, Milano. Associate : Cartoonia, Torino; Euro Media, Roma; Rainbow, Macerata. Numerose aziende sono in corso di adesione.

Dati: cartoni animati trasmessi da RAI
RAI Fiction ha presentato le produzioni in corso e in sviluppo e alcuni dati sull'origine dei cartoni animati trasmessi dalla RAI fra il 1996-1998.

Origine cartoni animati tramessi da RAI :
1996 1997 1998

Europa 214 342 428 ore
USA 603 505 420 ore

Cartoni animati trasmessi dalla RAI di produzione italiana

(solo progetti di iniziativa italiana):

anno ore

1996 1
1997 23
1998 41

aggiungendo le coproduzioni nelle quali RAI è partner minoritario si ottiene:

1998 114

Da questi brevi appunti si può spero capire che Cartoons on the Bay mette sufficiente carne al fuoco da soddisfare robusti appetiti, sia sotto il menu dell'aggiornamento culturale che sotto quello del business o delle pubbliche relazioni. La spiaggia di Positano è una vera culla per il festival, non circola un' auto nel raggio di mezzo chilometro (come potrebbero?), e da un angolo all'altro della riva è tutto Cartoons - le tecnostrutture per le proiezioni e gli accrediti, il village con gli stand, il palco con il multischermo per "la gente del posto", i dehors dei ristoranti per incontrarsi davanti a due spaghettini alle vongole, la sala convegni e l'ufficio stampa: - è tutto lì meravigliosamente adagiato in un lembo di sabbia sotto la più bella scogliera del mondo. Certo una vera sala cinematografica sarà una bella conquista e ancor più lo sarà un programma di ferro (intendo dire senza variazioni di orari piuttosto noiose da memorizzare) e un catalogo che possa avere il tempo di presentare tutti i programmi con l'accuratezza e il lusso che fino ad ora è riservato ai soli film in selezione ufficiale (sappiamo da autorevolissime e ufficiosissime fonti che i tempi di realizzazione quest'anno sono stati quelli tipici da miracolo).

-Chiara Magri


"SOFFIONI", ANIMATED SHORT BY ANDREA GUARALDO AWARDED AT THE SUN ANIMATION FESTIVAL

SUN ANIMATION FESTIVAL PREMIA "SOFFIONI" DI ANDREA GUARALDO
La giuria del California SUN Animation Festival (conclusosi il 10 aprile 1999) ha assegnato la "Silver Star" per la migliore animazione tradizionale a Soffioni. di Andrea Guaraldo.


ITALIAN CINEMATOGRAPHIC JOURNALISTS ASSOCIATION'S "NASTRO D'ARGENTO" AWARD TO "LUCKY AND ZORBA", ANIMATED FEATURE BY ENZO D'ALO'

NASTRO D'ARGENTO ALLA GABBIANELLA: LANTERNA MAGICA RINGRAZIA TUTTI I COLLABORATORI
Il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani ha assegnato il 27 marzo scorso il Nastro d'argento speciale a Enzo D'Alò per il film La gabbianella e il gatto. La Lanterna Magica ringrazia tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione del film.

Grazie al vostro aiuto La Gabbianella e il Gatto è diventato uno dei grandi successi di questa stagione cinematografica.

Con questo film i professionisti dell'animazione italiana hanno dimostrato che le belle storie, unite ad un diverso modo di raccontare e a una animazione di qualità riscuotono il consenso del pubblico e possono contribuire all'espansione del cinema di animazione italiano ed europeo.

Grazie!

-Maria Fares, Enzo D'Alò
e lo staff di Lanterna Magica


INTERVIEW

INTERVISTA A MAURIZIO FORESTIERI

a cura di Chiara Magri

E' una delle figure più versatili del cartoon italiano. Animatore e regista formato alla Scuola Nazionale di Cinema, autore di apprezzati cortometraggi , produttore, titolare di uno studio che ha collaborato a produzioni industriali di serie e di lungometraggio importanti, docente d'animazione ... Questo è il resoconto di una lunga chiaccherata telefonica.

C.M. Abbiamo visto ad Amalfi la serie di spot educativi "Cartoni Animati dalle Migliori Intenzioni" prodotti da RAI Educational con diversi studi italiani. Un progetto importante che si è sviluppato seguendo una linea comune per realizzare un corpus di messagggi educativi affidati all'animazione ma che ha preso, attraverso i diversi studi e i diversi artisti che vi hanno collaborato, direzioni diverse. La varietà degli stili che emerge dall'insieme degli spot è interessante e fra questi le serie di spot realizzati da Graphilm e coordinati da te hanno un carattere ancora più particolare. In pratica Graphilm ha proposto una serie di brevi film d'autore, con stili e e tecniche diverse e assai raffinate, è un prodotto piuttosto inusuale ...

M.F. Sì, io ho lavorato su 3 argomenti e, sulla base degli storyobard, ho articolato tutta la realizzazione su tecniche diverse. Ho chiamato quindi a colla-borare artisti diversi che potessero dare il loro stile particolare. Ad Annalisa Corsi ho chiesto di occu-parsi degli spot sull'ambiente, sulla speculazione edilizia e sulle foreste e ne sono nati 3 spot realizzati con la pittura su vetro.

Con Stefano Argentero abbiamo invece lavorato per gli spot sulla salute e sui farmaci e sulle barriere architettoniche per realizzare gli spot con personaggi di plastilina. Altri spot, sulla stessa linea e con lo stesso personaggio li ho fatti disegnando invece su carta.

Altri spot sono stati realizzati con tecniche più tradizionali ma trattate in modo innovativo: sull'ambiente per esempio ho fatto un film con i carboncini ed uno con le matite.

Un gruppo dei nostri spot è basato sulla rielaborazione di fiabe e racconti classici per l'infanzia. Il film sono favolette di stile molto disneyano che si divertono a trovare nuovi significati per vecchie storie. Peter Pan per esempio non vuole accettare la richiesta di Wendy di portarsi anche la nonna nell'Isola che non c'è. Finirà che Peter si perde per i cieli e solo la vecchia befana lo potrà aiutare a ritrovare la strada. In questo modo abbiamo trattatto l'integrazione degli anziani. Pinocchio invece è diventato uno spot sullo sfruttamento del lavoro minorile. I Tre Porcellini ci sono serviti per parlare dei senza tetto. Biancaneve è una maestrina che non sa dare risposte adeguate ai suoi allievi (i sette nani) perché non le trova sul programma ministeriale. I Cavalieri della Tavola Rotonda sono diventati uno spot sulla necessità di partecipazione democratica: impegnati a dibattere le loro posizioni non si accorgono che il popolo, fuori dal palazzo, manifesta i suoi bisogni.

Certo tutto questo è abbastanza anomalo per una serie di spot educational. Il lavoro è stato molto interessante, molto utile, molto faticoso. Da una parte avrei paura a riaffrontarlo ma dall'altra mi sono reso conto che l'operazione è un primo esempio di utilizzo del lavoro d'autore per la produzione su commissione, uso che può dare sbocchi interessanti sia per gli autori d'animazione che per i produttori televisivi.

C.M. Lo stile "autoriale", così nuovo,così diverso, si impone sullo schermo e non può che essere efficace nella comunicazione. Ma come siete riusciti a mediare fra le esigenze di libertà creativa degli autori e la necessità di aderire ad un contenuto molto preciso e anche delicato come quello di educazione sociale?

M. F. E' stato difficile ma credo che ci siamo riusciti. Abbiamo avuto dei briefing con gli esperti che hanno tracciato le linee della comunicazione che andava fatta. Poi è intervenuta una scenggiatrice molto esperta, Giorgia Cecere (autrice per Sandokan ndr) che non solo ha sceneggiato gli spot ma ha lei stessa trovato i soggetti più adatti. Gli esperti ci hanno dato molto filo da torcere perché avevano molto chiari i contenuti, i limiti, i vincoli della comunicazione che si doveva fare. Ma io ero sicuro che si poteva portare l'esperienza del'autore d'animazione nel film di comunicazione. Questo mi è costato molto, forse troppo.

Altri studi incaricati di altri soggetti hanno scelto una via più tradizionale di animazione con risultati ottimi ed efficaci. A me è stato chiesto un intervento più "autoriale",e i tempi e i budget per il film d'autore sono ovviamente diversi. Parlo nella mia veste di piccolo produttore: forse non potrei più rifare questo tipo di lavoro alle stesse condizioni. D'altra parte sono sempre più convinto che il senso dell'operazione - coniugare il film d'autore con il film su commissione - è una strada che l'animazione deve percorrere. Il film d'autore non può e non deve restare confinato nella pura sperimentazione, nella totale mancanza di finalità e non può vivere solo sugli schermi dei festival. Perciò, nonostante i dubbi da produttore, io ho colto questa occasione per dirigere altri autori e me stesso con un obiettivo di comunicazione sociale. I risultati sono molto soddisfacenti.

C.M Mi pare che una mediazione fra committenza e autore, così come è stata realizzata, dipenda molto dalla capacità personale di chi ha coordinato l'operazione, cioè da Maurizio Forestieri produttore ma anche regista e anche autore.

M. F. Effettivamente il fatto di essere anche un autore e un insegnante mi ha aiutato molto nell'intesa con gli artisti, anche se spesso la mediazione è stata dura . Gli artisti comunque erano costretti nei rigidi confini di storyboard valutati, vagliati e approvati dagli esperti e dai responsabili RAI ... Il mio obiettivo durante tutta la produzione è stato quello di mantenere integro il racconto e il livello di qualità del prodotto, ma lasciare all'autore la massima libertà espressiva. E' chiaro che il mio intervento è stato spesso pesante, soprattutto in fase di montaggio o anche nella creazione degli effetti sonori...

Ma in operazioni di questo genere, lo ripeto, io ci vedo un possibile futuro per il film d'autore . D'altra parte, e l'ho detto anche molto chiaramente alla RAI, questo tipo di produzione è un fiore all'occhiello che non fa male ad una televisione pubblica che produce cartoni animati.

Parlaci dei progetti a venire.

Siamo su diversi fronti. Quello autoriale: ad Annecy presentermo un progetto con Annalisa Corsi per una serie di 50 film da un minuto e mezzo sulla pittura e la poesia. Un progetto d'autore per eccellenza, per la tecnica utilizzata cioè la pittura su vetro e per i soggetti prettamente artistici; ma anche un progetto con una certa fattibilità data la dimensione contenuta delle durate.

Abbiamo poi progetti di tipo più "industriale". presenteremo un progetto di Graphisme creato da Loredana Middione che si chiama Blanche, una mini-serie per bambini piccoli, e un progetto di Graphilm,Magnolia serie da 13', sempre per bambini piccoli.

C.M. Quali sono le realizzazioni in corso?

M. F. Al momento siamo superimpegnati con una produzione italiana per una serie da 26 minuti, con partner stranieri. Stiamo curando la ricerca e la creazione grafica. Il lavoro è estremamente interessante. Abbiamo la possiblità di confrontarci con studi di grande peso internazionale e questo è per noi una enorme opportunità di crescita.

Abbiamo ora in studio un supervisore canadese, un disegnatore Disney e forse arriverà anche uno scenografo francese di grande competenza (ha lavorato per gli Asterix, per intenderci).

Mi pare di capire che Graphilm è impegnata su tutti i fronti con un obettivo di estrema qualità...

Certo, l'industria italiana è giovane e io per primo ho poca esperienza. Dobbiamo imparare molto da chi lavora bene da tanti anni. Questo è un ottimo progetto prima di tutto perché ci mette in contatto con le metodologie di lavoro dei grossi studi internazionali. In Italia dobbiamo acquisire molta esperienza per esprimere al meglio le nostra capacità.

C.M. Non temi he l'apertura a metodi di lavoro diversi "inquini" lo stile ?

M. F. Certo che no. ti dirò di più. Ci siamo attrezzati per fare il 3d. Abbiamo una workstation con un ottimo operatore. Sto lavorando con lui perché la mia esperienza di animatore tradizionale possa confuire nel 3d che vogliamo fare. Mi piace molto, credo molto a questa possibilità.

C.M.Personalmente ho trovato proprio in un film in 3d - Bug's Life - tutto il meglio della tradizione animata...

M. F. Mi fa piacere che la pensi così. E' proprio Bug's Life ad avermi convinto . Ho trovato il film straordinario, mi ha lasciato un gran gioia e e mi ha fatto pensare: è il momento di fare un salto, di capire le possibilità espressive del 3d. Sento di poter esprimere il mio modo, i miei ritmi di animatore tradizionale anche con il 3d. Sto facendo uno short in 3d che mi servirà come show reel. Ho visto che i ritmi, lo spirito dell'animazione, della mia animazione, sono salvi anche con questo mezzo. Anzi sono entusiasta di quello che ci si può fare...


PLASTICINE ANIMATION IN ITALY: THANKS FUSAKO YUSAKI!

PLASTILINA IN ITALIA: GRAZIE FUSAKO!
Buongiorno, Stefano Argentero ritorna a parlarvi di animazione di plastilina.

Nel precedente pezzo sul tema, accennavo al fatto che questa tecnica è poco diffusa sugli schermi televisivi. Per chi questa tecnica la pratica e la propone, è sempre un po' sconcertante dover far riferimento ogni volta al Fernet Branca di 30/20 anni fa per poter illuminare l'interlocutore col quale si ha a che fare. Ma se pure gli studi che hanno iniziato la loro attività negli anni '70 con quegli spot non sempre sono presenti coi loro "cinemanufatti" sugli schermi televisivi italiani; sono tuttora attivi e producono spot e serie televisive per l'estero.

Ho avuto la fortuna di lavorare per circa un anno , nel 1991, presso lo studio di Fusako Yusaki di Milano ed ho potuto assorbire la filosofia che permea il suo lavoro. In quel periodo Fusako stava realizzando la serie Talpy per una TV giapponese. Una serie televisiva per bambini che vedeva il protagonista Talpy interagire, in una successione di trasformazioni e metamorfosi, con ciò che lo circondava: la natura, gli oggetti, i mestieri, ecc.

Lavorando anch'io, giorno dopo giorno, a questo progetto, ho capito la grandezza dell'artista Fusako. A chi di noi (lavoranti e apprendisti animatori) si dilungava oltremodo sul ritocco e l'accomodamento di questa o quella immagine, Fusako spingeva ad andare avanti, a non soffermarsi per più di pochi minuti su ogni immagine tra uno scatto e l'altro. Poiché l'effetto finale del movimento doveva scaturire non dal singolo fotogramma ma dalle linee di forza, dalla materia plasmata coreograficamente che percorreva i fotogrammi in successione.

Questo modellare passo passo la materia, fotografando due scatti alla volta, come se si stesse documentando il lavoro di uno scultore all'opera portava alla realizzazione delle figure chiave del filmato; veri e propri bassorilievi che assorbivano, tagliavano, delineavano e rimandavano la luce delle lampade.

Ho parlato di figure chiave (ciò che in un linguaggio computeristico potremmo definire schermate madre); Queste figure chiave sono le figure disegnate sullo storyboard a cui l'animatore doveva tendere. Ed è qui la complessità della tecnica di Fusako, con la quale il lavorante /apprendista animatore doveva fare i conti. Una sorta di work in progress delle mani (si iniziava dal fotogramma 1 fino ad arrivare alla conclusione) mediato dall'intelletto attento e concentrato, che portava alla realizzazione della "bella figura" (fissa per qualche fotogramma) indicata sullo storyboard; senza disporre come nel disegno animato di due disegni chiave sovrapposti su di un tavolo luminoso.

Questo percorso, dal primo fotogramma all'ultimo e la fatica e il fascino dell'animazione di Fusako. Fascino maggiorato quando si guarda Fusako animare in quanto lei non fa fatica.

Spesso tra me e me ho fatto raffronti tra l'animazione di plastilina italiana e quella inglese, domandandomi perché prima fra tutte la Aardman abbia avuto tanto successo in tutto il mondo. Una facile risposta è ovviamente riscontrabile nella spinta data dalle TV inglesi non solo all'animazione di plastilina ma all'animazione in generale in Inghilterra, proprio in momento in cui in Italia, con la chiusura di Carosello, gli studi d'animazione venivano abbandonati a loro stessi per un decennio abbondante.

Ma un'altra risposta, meno facile e meno ovvia me la sto dando in questi ultimi tempi. L'animazione di plastilina inglese è cinema, ormai regolato da leggi di mercato ben collaudate.

L'animazione di plastilina in Italia, ed in special modo l'animazione di Fusako, è arte (in movimento, se eventualmente qualcuno vuol specificare) non regolata quindi da nessuna legge, in balìa di fattori meno tangibili e classificabili.

A conclusione di questo articolo vorrei ricordare che queste sono opinioni molto soggettive, affiorate un mattino di primavera in quel di Roma, che vorrebbero stimolare un dibattito o quant'altro. Nel porre i più cordiali saluti a voi tutti vorrei lasciarvi il mio nuovo numero telefonico nonché indirizzo di posta elettronica:

tel. 067806212, e-mail pongorazio yahoo.it

-Stefano Argentero


ANIMATED TITLES FOR ITALIAN NEO-REALISM MASTER MARIO MONICELLI'S LAST FEATURE FILM

DAL REALISMO AL GROTTESCO OVVERO: PERCHÉ MARIO MONICELLI MI HA CHIESTO UN CARTONE ANIMATO?
Mi sono stupita anch'io. Monicelli non ama in modo particolare le arti figurative ed è un "realista" convinto; ma stavolta - così mi ha detto - aveva bisogno di accentuare fin dai titoli di testa il carattere farsesco del film e non c'era nulla di più adatto della finzione figurativa per alterare il senso della realtà.

Ho visto il film e sono stata colpita dall'aggressività comica dei personaggi, disegnati da Mario senza mezze tinte, in una delle storie più giovani e sferzanti che ha fatto negli ultimi tempi.

Così è nato il mio cartoon, realizzato in découpage, la tecnica del ritaglio, e tutto disegnato a olio su tela. Ho cercato di rappresentare i personaggi come animali feroci che si divorano a vicenda e cercando di ritrarre ciascuno (tutti, anche Gianni di Clemente e lo stesso Monicelli) come caricature grottesche.

Su di me pesava l'eredità di Lele Luzzati, mio grande amico e maestro, che Mario aveva chiamato parecchi anni fa per realizzare i titoli di testa di Brancaleone. Il suo cartone è rimasto un must nella storia del cartone animato e, insieme alla musica di Rustichelli, è diventato il "logo" del film.

Sono contenta che ancora una volta il disegno animato accompagni, anzi faccia da introduzione a una commedia all'italiana di stampo realista, cosa assai innovativa nel cinema italiano contemporaneo (meno in quello straniero) e sono grata a Di Clemente e Monicelli per avermi chiamato, io, un'illustratrice per bambini che di cinema si è sempre occupata poco. Il cartone è stato girato dalla società Proxima a Cinecittà.

-Chiara Rapaccini


ASIFA ITALIA NEW MEMBERS

NUOVI SOCI ASIFA ITALIA

ROBERTO FINO
E art director e lavora in Australia per uno studio d'animazione di Melbourne.

STEFANO MONTICELLI
Studente e appassionato di animazione, collabora ad una rivista amatoriale francese di cinema d'animazione. Vive e lavora a Prato.

FRANCESCA QUATRARO
E' disegnatrice tecnica, vive e lavora da Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari.

MARA COLECCHIA
Vive a Pesaro. Ha frequentato così il corso di disegno animato presso la Scuola del Libro di Urbino, dove ha realizzato due cortometraggi di esercitazione. Terminati gli studi ha realizzato autonomamente corti più impegnativi, fra cui A self-made little spider da cui vorrebbe trarre una serie Tv per bambini in età prescolare.

MASSIMO MAISETTI
Giornalista, critico cinematografico, esperto di cinema di animazione è presidente della Federazione italiana dei Cineclub (FEDIC) e direttore dell'Istituto per lo Studio e la Diffusione del Cinema di Animazione (ISCA). Organizza, coordina e dirige concorsi, rassegne, convegni dedicati al cinema d'animazione e più in generale al cortometraggio. Ha pubblicato saggi su Igmar Bergman, l'espressionismo tedesco, il cinema d'animazione russo, ungherese, svizzero e italiano. Collabora a periodici di cinema, arte e cultura. . Svolge corsi di cinema e di analisi del linguaggio.

FRANCESCA FERRARIO
Diplomatasi all'Accademia di Venezia con il prof. Carlo Montanaro, Francesca ha fatto uno stage di tre mesi presso lo studio di animazione Bolexbrothers di Bristol. Come model-maker, animatore, storyboardista ha lavorato lo scorso anno presso lo stesso studio. Fra gennaio e marzo del '99 è model-maker alla Aardman Animation e dal maggio scorso fa parte dello staff della Jeff Cliff Models di Bristol. Francesca ci ha mandato questa intervista con Terry Brian, che è anche spunto per raccontarci con entusiasmo il fervore della Bristol animata, in cui pare Francesca abbia trovato un fertilissimo terreno per coltivare la sua creatività e la sua passione per l'animazione.

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NOTIZIE a cura di Chiara Magri

Hanno collaborato a questo numero: Stefano Argentero, Chiara Rapaccini, Laura Fiori, Federico Magri.


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