Cartoombria a Perugia: animazione a 360 gradi
| di Chiara Magri, Asifa Italia | |
Dal 26 al 28 settembre si è svolto a Perugia un evento importante per l'animazione italiana. Un festival abbastanza raccolto e abbastanza competente da rappresentare quest'anno l'unico evento specializzato aperto a tutte le suggestioni dell'animazione, nello spirito di scambio e incontro fra diversi artisti e diversi modi di fare e fruire il cinema d'animazione. Questa impostazione non esclude la presenza del pubblico, che anzi, sollecitato da un programa ricco di proposte e anche di personaggi un po' cult, ha davvero affollato la bella sala del Teatro del Pavone.
Katsuhiro Otomo, il creatore di Akira, maestro della fantascienza disegnata, nonché ospite d'onore di Cartoombria, ne è stato indubbiamente uno dei punti di maggiore forza.
L'altro punto di forza, a mio avviso (tenetevi forte) era la selezione di cortometraggi italiani presentati al Premio Italy, quello che ha consacrato ex aequo Mauro Caramanica per Vertigine e Giorgio Valentini per DNA .
Su entrambi i fronti è emersa una vitalità dell'animazione non esattamente definibile entro i confini del prodotto che oggi, per fortuna dobbiamo dire, va per la maggiore e eccita gli animi con la parola "boom". A Cartoombria, insieme a tanti bei cartoons e tante belle serie piene di gag e di animazione classica, abbiamo toccato con mano che si può spaziare sempre un po' più in là dei generi in cui diabolicamente i media tendono a confinare l'animazione.
Incontri a Cartoombria
La RAI e le serie che verranno
Alfio Bastiancich, nella sua veste di consulente RAI e Sacis, ha presentato i cartoni della Struttura Ragazzi RAI. Dopo la presentazione dei piloti delle nuove serie Alfio ha fatto il quadro della situazione produttiva della nostra emittente pubblica.
Un breve excursus sull'anno trascorso: la mutata politica produttiva, la morattiana creazione della Struttura Tematica Ragazzi intesa come un laboratorio di ricerca sui possibili nuovi prodotti animati, come spazio di sperimentazione e di verifica del potenziale creativo e produttivo italiano. "Ora - cambiati i vertici RAI - la struttura non c'è più perché è stata assorbita in una nuova struttura che si chiama `educational' che ne na assorbito anche la funzione di ricerca e sviluppo. Paola De Benedetti, che dirige la struttura, dice che deve ancora trovare un assetto per tutto questo". Che cosa succederà dei nuovi piloti, di Pelle d'oca di De Mas, Steamrail di Lanterna Magica, Don Uorry di Softimage ( pronto a fine settembre), La Casa di Decio di Graphilm, Matilde di Marcenario e di molti altri nuovi progetti? Il quadro è ancora confuso: l'animazione italiana, con l'Asifa e con un'opinione pubblica ormai sensibilizzata alla questione, dovranno sapersi imporre perché il lavoro di un anno - ma rispetto alla storia dell'animazione italiana vale un'epoca - non vada disperso.
Numerosi interventi e domande. Alcuni anche critici o cauti rispetto al prodotto presentato: "questi piloti sembrano orientati ad un target basso, sembrano un po' troppo pensati a tavolino. Bisogna riuscire a coinvolgere anche idee nuove , autori emergenti" si è detto dalla sala. Bastiancich ha confermato che il lavoro fatto è partito da una poltica prudente: "Ci siamo mossi con un po' di rigidità, è vero, si sono fatti i primi passi con una naturale e doverosa circospezione. Proprio per questo bisogna andare avanti: per cercare nuovi target e nuovi autori. Proprio a questo serviva la Struttura Tematica. La prudenza iniziale della politica produttiva RAI - ha ricordato Bastiancich - dipende anche dal fatto che oggi non è il mercato a decidere ma i produttori televisivi, di norma conservatori e carichi di una responsabilità di budget molto pesante se si pensa che in media si tratta di 10 o 12 miliardi di lire".
Attenzione ai piloti
Alla presentazione dei piloti abbiamo avuto occasione di raccogliere l'opinione di Guido Manuli, sempre pungente. "Non credo che servano poi molto, questi piloti. Si è visto anche al Forum Cartoon. Un pilota di 12 minuti finito di tutto punto può anche spaventare l'interlocutore. E' già troppo definito, dà l'impressione che nulla più si possa cambiare. Costa molto e rischia di presentare una situazione, non reale, di prodotto bell'e fatto. Quello che serve è un bel trailer, pochi secondi che diano davvero l'idea della serie, ma che lascino l'interlocutore libero di pensare che potrà intervenire ancora sul prodotto sul quale investirà".
E' la stessa opinione espressa da David Ferguson, direttore delle co-produzioni internazionali di Nelvana UK, che, sulla rivista TBI, traccia una rapida guida alla costituzione di una coproduzione. Fra i vari consigli troviamo "In alcuni casi è utile creare qualche animazione () per dare un'idea di come il progetto apparirà. Tuttavia creare un pilota e un trattamento degli episodi troppo definito può spaventare alcuni dei potenziali partner che non riescono a vedere per se stessi uno spazio creativo".
Cingoli: il gioco del mondo nuovo
Fra gli incontri di Cartoombria quello con Giulio Cingoli è stato, e non ci meraviglia, uno dei più suggestivi. Cingoli doveva presentare il suo libro "Il Gioco del mondo nuovo" appena uscito per i tipi della Baldini e Castoldi. Un diario ricco ed eterogeneo del suo lungo viaggio professionale attraverso il mondo del cinema e della comunicazione. "Un montaggio spericolato di ricordi - lo ha definito - nato da uno scrittore dilettante, per l'ambizione di tramandare la propria esperienza".
Ma piuttosto che illustrarci genesi e sviluppo del libro, Cingoli si è interrogato sul perché si racconti. Così il pubblico, pronto ad una erudita e mondana presentazione , ha invece incontrato davvero un autore, la sua passione per il narrare e le ragioni di questo.
"Si racconta un incidente. Un incidente è ciò che ci spiazza, è ciò che ci trasforma. E il racconto è trasformazione. La trasformazione rende più forti, ecco perché ogni racconto ha un eroe". Cingoli ha scavato nelle ragioni profonde del narrare "poco importa se si racconta attraverso l'animazione o la carta stampata. Le motivazioni, la necessità del racconto sono le stesse. L'incidente, la trasformazione. L'incidente è anche una gag, una persona che scivola sulla buccia di banana. Ma non si può scrivere neppure una gag se non si ha la capacità di sentire che dietro ad una gag ci siamo noi, il racconto della nostra vita".
Memories: I ricordi dal futuro di Otomo
Katsuhiro Otomo è nato nel 1954 a Miyagi, una piccola citta rurale giapponese. Nel 1973 ha realizzato Juse, la sua prima storia a fumetti. Il successo mondiale è giunto con Akira, lunga saga ambientata nella Tokyo del 2019, letta in Giappone da quattro milioni di lettori, diventata poi film di grande successo: venti miliardi di lire di incasso solo nei botteghini nipponici. E anche all'estero una distribuzione notevole, persino in Italia.
A Cartoombria ha presentato, oltre a Roujin Z del 1991, il suo nuovo lungometraggio Memories, uscito nel dicembre 1995. Il film è diviso in tre episodi. Il primo Magnetic Rose narra di quattro cacciatori di rifiuti spaziali alle prese con un SOS lanciato da una zona detta il cimitero dell'universo; il secondo Stink Bomb, narra di un travet di un'industria farmaceutica che libera involontariamente una micidiale arma batteriologica. Cannon Fodder vede protagonista un bambino che non riesce ad adattarsi a vivere nella sua città, invasa dai cannoni e in cui tutti gli abitanti non pensano e non lavorano ad altro che alla preparazione di una imminente guerra.
La precisione straordinaria delle immagini di questo film è creata immergendo i disegni dei personaggi, che mantengono il carattere e la bellezza del segno, in scenografie tridimensionali di impressionante iperrealismo, in scene di grande cinema dove gli effetti speciali sono inimitabili per grandiosità, paradossalità, impatto emotivo e visivo, ironia godibilissima.
Chi persevera nell'attribuire allo stile Disney la patente esclusiva di narratore cinematografico d'animazione dovrà ricredersi, almeno di fronte a Memories, che è puro cinema.
L'incontro con Otomo è stato caloroso e sotto molti aspetti illuminante. Nei suoi progetti l'animazione sta acquistando un posto sempre più importante. Dal fumetto al cinema con un coinvolgimento sempre maggiore, Otomo oggi è regista dei film tratti dai suoi fumetti per poter controllare fino in fondo la trasposizione cinematografica e ha in programma di dedicarsi alla regia per i prossimi due anni. Dalla supervisione fatta alla versione cinematografica di Akira il cammino di Otomo nell'animazione lo ha portato molto avanti. Molto criticato, il film da Akira sembrava non poter contenere la ricchezza e la forza della saga a fumetti e le carenze di sceneggiatura pesavano troppo. Memories invece esplode davanti agli occhi dello spettatore come una vera sinergia fra cinema, fumetto e animazione. Non c'è dubbio che il signor Shigeru Watanabe, produttore del film, co-protagonista delll'incontro, deve saperla lunga di cinema.
E' stato Watanabe a rispondere con prontezza alla domanda sull'accordo fra Studio Ghibli e Disney per la distribuzione dei film di Myazaki e di altri big giapponesi. "Prima di tutto non consideriamo Disney un concorrente, Otomo è diverso. Poi ho dei seri dubbi sulla capacità di Disney di trattare questo tipo di opere. Questi film gli sono stati venduti essenzialmente perché ormai i costi di produzione sono troppo alti anche in Giappone per potersi permettere la distribuzione soltanto sul mercato interno. D'altra parte mi pare che oggi sia Disney a copiare noi giapponesi.
E' una opinione del tutto personale ma credo che oggi Disney sia a corto di idee , che gli ultimi film, vedi Pocahontas, non siano andati affatto bene. Ecco perché comprano Myazaki". "Myazaki comunque - ha aggiunto Otomo - l'abbiamo sentito alla conferenza stampa di presentazione dell'accordo e dice di non preoccuparsi affatto di chi sia a distribuire i suoi film in occidente. Lui vuole solo continuare a produrre le sue cose. Chi le vende poco gli interessa".
Una bella lezione di autonomia creativa, e anche di spregiudicatezza che testimoniano una vitalità ed una forza il cui impatto deve farsi ancora sentire davvvero dalle nostre parti.
I corti d'autore e le serie TV
Due sezione di Cartoombria erano dedicate rispettivamente alle due categorie tradizio-nalmente "antitetiche":.
Da una parte è emerso che l'antitesi è spesso solo apparente, si pensi alla serie di Hanna & Barbera "What a cartoon!" che raccoglie shorts di autori internazionali sotto l'ombrello comune della diffusione per il Cartoon Network. Una operazione che ha cercato di estrarre dall'autore il meglio dell'intelligenza comica disponibile sul mercato. Oppure si pensi alle mini serie di Federico Vitali, (Lava Lava e Guano) che del cortometraggio offrono la individualità e la sagace sinteticità ma che si propongono come commerciabilissime serie per le televisioni.
D'altra parte il corto d'autore va ben oltre il cartoon e Cartoombria lo ha ben sottolineato con i British Animation Awards e con una selezione di autori internazionali capaci di scuotere il pubblico. Pensiamo al britannico Ah Pook is Here di Philip Hunt tratto da William Burroughs, o alle raffinatezze grafiche di Estoria do gato e da Lua del portoghese Pedro Sarrazina, due tipici corti indipendenti di ricerca.
Ci auguriamo che Cartoombria allarghi questo spazio. Per le serie e i film TV esiste uno spazio professionale/commerciale molto promettente: Cartoons on the Bay, il festival che la Sacis dedica dallo scorso anno all'animazione televisiva.
Sospeso il Festival Asifa a Treviso, manca ora un luogo di approfondimento per il film d'autore. Non crediamo che sollecitare Cartoombria in questa direzione significhi alienarle del pubblico. Piuttosto abbiamo notato che spesso l'episodio TV, concepito per il piccolo schermo, perde le sue attrattive su quello grande. Mentre il lavoro d'autore può creare sconcerto ma si impone per forza di immagine e, alla lunga, può trovare più interlocutori di quanto si potrebbe immaginare. Sono sicura per esempio che i giovani fan dell'animazione giapponese, e Cartoombria ne accoglie tanti, posssono apprezzare in pieno la maturità del corto d'autore.
I premi italiani
Jayne Pilling (ideatrice dei British Animation Awards), Katsuhiro Otomo, Mario Addis (vincitore del premio Italy 1995) e l'autore francese Federico Vitali hanno assegnato il premio per il miglior film italiano: ex aequo a Dna di Giorgio Valentini eVertigine di Mauro Caramanica. Una menzione speciale è andata a Eifù di Tommaso Cerasuolo, Cinzia di Felice e Silvia Calcagno.
La scelta ha decisamente premiato l'autore. A quelli che imprecano contro i festival specializzati come a conventicole di addetti al settore che a circolo chiuso realizzano, selezionano, proiettano, vedono, premiano filmetti senza interesse, vorrei rispondere di guardare questi due film per realizzare in un colpo solo che non sempre i corti d'autore sono operine pretenziose realizzate ad uso e consumo di festivalini e premietti parrocchiali.
DNA rappresenta anni di lavoro e di ricerca di uno dei più stimati animatori italiani. Dura 15 minuti e manifesta, oltre ad un impegno enorme per la grafica e l'animazione, un lavoro altrettanto approfondito nella creazione di un racconto, nella elaborazione di una storia.
Vertigine dura 6 minuti di disegni in movimento che trascinano lo sguardo in un viaggio visivo che supera ampiamente i limiti dell'esercizio di stile.
Bisogna poi ricordare che la produzione di corti d'autore, difficile in tutto il mondo, rasenta in Italia l'atto di eroismo. Manca in Italia qualunque forma di sostegno pubblico a questo cinema, mancano le scuole che, in paesi più attenti allo sviluppo della cultura dell'immagine, spesso sono le protagoniste di operazioni produttive di altissimo livello. Da noi solo il Centro Sperimentale di Cinematografia produce corti animati d'autore con mezzi adeguati. Nel resto d'Europa, per non parlare degli Stati Uniti, l`animazione si fa nelle Accademie, negli Istituti d'Arte, nelle Università.
Con questo non si vuole dire che i corti italiani siano buoni solo per il fatto di esistere nonostante tutto: DNA e Vertigine, ma anche tanti altri corti presentati a Cartoombria, stanno pienamente a loro agio anche in un contesto internazionale e lo stanno dimostrando.
Fra molti ricordiamo Saudades do Sud realizzato da Grafimated, lo studio palermitano che da anni sviluppa una esperienza d'animazione con risultati sempre più raffinati. Il film, che è stato selezionato in diversi festival internazionali, è infatti non soltanto ben animato, ma anche strutturato con coerenza e sensibilità intorno al tema dell'emigrazione e dell'abbandono della propria terra.
Chiara Magri
Premio Italy Cartoombria 1996
Vertigine di Mauro Caramanica
- disegni animati, 35 mm, 5'45", 1995
- Regia, soggetto e sceneggiatura: M. Caramanica
- Operatore e fotografia: Luciano Marzetti
- Musica originale: Mario Mariani
- Prodotto da Mauro Caramanica
ex - aequo
DNA di Giorgio Valentini
- disegni animati e computerizzati, video, 15', 1996
- Regia, soggetto, montaggio: Giorgio Valentini
- Sceneggiatura: Giorgio Valentini e Silvio Pautasso
- Animazione: S. Pautasso, O. Ruberti, M. Moraro
- Animazione al computer: Valerio Oss
- Operatori: Ugo Magni, Giusi Cella
- Fotografia: Giusi Cella
- Suono: Giorgio Savoia per Jinglebell Music Service
- Musiche originali: Roberto Frattini
- Produzione: Valentini, Pautasso, Bozzetto srl.