Il Paese degli animali
Cominciò allora l'avventura inglese. Ingaggiato dalla Rank, David Hand fondò la GB Animation, attrezzò una sontuosa sede nella campagna londinese in mezzo a tutte le difficoltà del dopoguerra, addestrò un paio di centinaia di disegnatori, e produsse 9 episodi della serie "Animaland" e 10 della serie "Musical Paintbox." L'esperienza fu chiusa dal protezionismo del mercato americano, che rifiutò di acquistare i cortometraggi britannici. Nel 1950 Hand ritornò in patria e lasciò per sempre I'animazione. Visse a Colorado Springs e poi nelia piccola città californiana di Cambria, si sposò altre due volte, Morì nel 1986.
Anche qui, le sue memorie sono reticenti. Perché non tentò di costituire un nuovo studio, proprio in un'epoca in cui la pubblicità a disegni animati stava diventando richiestissima e prometteva uno sbocco economico sicuro? Perché non si offrì a uno dei numerosi produttori dell'epoca, da Walter Lantz che era suo amico alla Warner Bros. che era ancora fiorente? Fra le righe della sua autobiografia si legge il ritratto di un uomo che, giunto a varcare i cinquant'anni, ne ha abbastanza: ha toccato il vertice nel suo settore, ha esaurito le energie nel tentativo di diventare industriale in proprio, e finalmente desidera solo godersi la famiglia e la quiete. Ma per le risposte precise occorrerà aspettare le ricerche di nuovi storiografi.
E ora eccoci alle buone notizie, quelle che ci hanno dato lo spunto per rievocare questo maestro misconosciuto. I suoi film inglesi sono stati recuperati, e per di più ora escono di nuovo a vele spiegate, in videocassetta anziché in qualche remota retrospettiva di un festival specializzato. Come spesso accade, tutto è nato dal caso. Ken Kramer è titolare in California della Clip Joint, un'azienda che raccoglie vecchi film e serve come archivio per la pubblicittà. Un bel giorno gli si presenta il ragazzo delle pulizie di un vecchio magazzino, che gli offre uno scatolone di arcaiche bobine Technicolor a 35 mm; Kramer lo sbriga via con pochi dollari, tanto per accontentario. Resta di stucco quando un visitatore occasionale, il regista Joe Dante (quello di Gremlins), visiona il materiale e riconosce l'impronta di David Hand. Kramer si mette in contatto con il figlio del cineasta, David Hale Hand, e insieme fanno un progetto di restauro e di rilancio commerciale. Ma chi può pensare al finanziamento? Qui diventa storia anche di casa nostra. Sono in California i milanesi Luigi Affaba e Carlo Fei, titolari dell'Alfadedis, una casa produttrice di homevideo specializzata nell'animazione. Kramer e Hand Jr. conoscono i due per fama, li rincorrono, trovano con loro un accordo. Alfadedis finanzierà il restauro e in contropartita acquisirà il diritto alla versione in videocassetta dei film. Con un bel rischio d'impresa da parte dei due italiani, che hanno visionato solo una parte del materiale e per il resto si sono fidati dell'istinto.























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