Cartoons On The Bay
Si diceva della novità rappresentata dal disegno animato televisivo di qualità. La globalizzazione dei mercati ha fatto si che negli ultimi quattro-cinque anni il prodotto cinetelevisivo sia stato realizzato non più per un pubblico limitato, "nazionale", ma piuttosto pensando a spettatori statunitensi, europei, asiatici, latinoamericani contemporaneamente. A sorpresa, questo allargarsi dell'audience non ha portato a un abbassamento del denominatore comune qualitativo, ma esattamente al contrario: a una riqualificazione continua del lavoro, tanto da creare una sempre più dirompente "terza via" fra l'animazione d'autore e quella commerciale. L'esempio più significativo ne è probabilmente il progetto "What a Cartoon" della Hanna-Barbera, che ha portato alla realizzazione di brevi opere uniche degne dei grandi classici americani dei Tex Avery, Chuck Jones, Friz Freleng. Cartoons on the Bay ha capito il fenomeno ed è stato la prima manifestazione al mondo a testimoniarlo. L'altra grande notizia proveniente da Amalfi riguarda il nostro Paese. Dopo decenni di trascuratezza, la RAI e la Sacis si stanno oggi impegnando massicciamente e direttamente nella produzione di film d'animazione italiani (di fatto, questo è stato un festival "della" Sacis e del suo presidente Giampaolo Sodano, ed è valso come testimonianza di una scelta di campo). Sono già completati o sono in corso di realizzazione porgetti di Bozzetto, Manuli, Laganà, De Mas; molti altri sono in fase di elaborazione, con un occhio di riguardo per gli autori-prouttori giovani. Per il momento i dirigenti di viale Mazzini parlano esclusivamente di opere per ragazzi, e battono anzi molto su questo tasto (sul quale la conorrenza Finivest è piuttosto sguarnita). A precisa domanda, hanno manifestato l'intenzionne di indirizzarsi in un secondo tempo volontà, e zittendo il pessimismo della ragione, questo potrebbe essere l'inizio di una nuova era per la storia della nostra produzione.























Post new comment