CARTOOMBRIA fra animé e film d'autore

Are animation and multimedia producers really learning to work together? Deborah Todd gives us the lowdown of what happened at the 1998 International Content Market for Interactive Media (MILIA) in MILIA 1998: Towards Convergence?

Come se non bastassero le difficoltà che un Festival di animazione in Italia deve affrontare, quest'anno Cartoombria, tenutasi dal 27 al 29 novembre scorsi, ha dovuto fare i conti anche con il terremoto.

Le difficoltà non hanno impedito a Luca Raffaelli, direttore artistico del Festival, di offrire al suo pubblico un programma che fa di Cartoombria un grande contenitore della produzione d'animazione nella più ampia varietà di linguaggi e di finalità. Lo spettatore di Cartoombria si trova fisicamente in questo unico contenitore, il magnifico teatro storico del Pavone, per seguire dal mattino a notte fonda le proiezioni, gli incontri, le presentazioni e i dibattiti programmati come un rapido susseguirsi di temi, di generi, di stili, di applicazioni diverse. Ogni sezione del Festival infatti si sviluppa orizzontalmente attraverso i tre giorni della manifestazione, piuttosto che verticalmente come nella consuetudine più accettata nei programmi festivalieri. Tutto ciò, se resistete ad un ritmo piuttosto incalzante, crea interessanti contrasti e accostamenti e obbliga ad una riflessione sul linguaggio dell'animazione nel suo insieme e nella sua varietà.

Incoraggiare la comprensione
Il manifesto di Cartoombria `97, disegnato da Osvaldo Cavandoli presenta un orribile robot del cartoon giapponese esibire dal quadro di un fotogramma un metallico pugno. Sotto di lui la Linea, il celebre personaggio degli shorts di Cavandoli, gli risponde con un messaggio inequivocabile nel linguaggio gestuale italiano. Sintesi divertita più che aggressiva del tema di fondo della manifestazione: l'incontro, spesso non facile, tra l'animazione giapponese e l'animazione d'autore. Questa impostazione apparentemente contraddittoria offre invece una ottica assai utile per analizzare il ruolo dell'animazione nella comunicazione e nell'entertainment e i suoi possibili sviluppi. In entrambi i casi infatti si constata come l'animazione sappia e anzi tenda ad uscire dai limiti del prodotto per bambini per rispondere ad esigenze spettacolari adulte o per esprimersi come forma d'arte autonoma. In Italia, come forse in gran parte della cultura occidentale, l'animazione giapponese è assai poco considerata. Le televisioni che ne hanno riempito i loro palinsensti che ancora vi fanno abbondante ricorso, hanno utilizzato il cartoon giapponese in un'ottica commerciale molto ottusa, acquistando animé a peso, senza alcuna competenza specifica, adeguandoli con editing arbitrari e mutilanti alle esigenze di una programmazione per ragazzi già ben poco curata. D'altra parte gli animatori italiani, che fino a pochissimo tempo fa sono stati esclusi dal mercato televisivo, hanno quasi sempre manifestato avversione o almeno assoluta indifferenza per un prodotto vissuto come "concorrenza sleale" oltre che conosciuto nelle sue versioni più deteriorate. Cartoombria si propone coraggiosamente di avvicinare questi mondi. E' un vero piacere vedere con quanta attenzione i giovani fans dell'animé osservino la adulta diversità del corto d'autore mentre i cultori e gli autori dell'arte dell'animazione occidentale si affacciano al mondo dell'animé improvvisamente scoperto nella sua straordinaria varietà, nella sua capacità comunicativa e spettacolare.










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