Lettera A Un Maestro

Giannalberto Bendazzi writes Giorgio "Max" Massimino-Garniér, who was not only a personal source of inspiration and learning, but one of the greatest figures in Italian, as well as international animation in the last 50 years.

Giocavi a fare il codardo, o piuttosto eri troppo ironico per mostrare che eri coraggioso. Ma da giovane avevi praticato la scherma, e nel 1952 eri stato a un passo dall'essere selezionato per le Olimpiadi di Helsinki. Eri, intrinsecamente, un combattente. La morte non ha mai trovato un avversario più duro di te da piegare. Non rinunciavi a venire ai festival, partecipavi ai convegni, scherzavi ed eri (non sembravi) sereno. Nei periodi in cui soggiornavi in ospedale facevi proselitismo a favore dell'animazione presso medici e intermieri, e ogni volta che la tua cartella di radiografie era pronta, te la porgevano ridendo: "Ecco il suo story-board, dottore".

Avevi scritto e sceneggiato film pubblicitari, premiastissimi ma presto introvabili e dispersi. Delle Favole d'Europa eri stato una sorta di supervisore artistico itinerante, dai molti consigli ma dalla scarsa impronta come creatore singolo. Metamorpheus (1970), il cortometraggio per il quale collaborasti con il céco Jiri Brdecka e che fu un potente, emozionante inno alla liberta dell'arte, non viene proiettato da decenni. Nessun festival proietta nemmeno i 14 minifilm di un minuto che realizzasti con Paul Campani, 4 nei 1966 e 10 nel 1973: aforismi, gag, lampi lirici o sarcastici. Brillanti, eccellenti. E dimenticati.

Tu, Max, eri un genio davvero. Una delle persone più intelligenti e creative che lo abbia incontrato in tutta la mia vita. Sapevi inspirare, correggere, stimolare, far sbocciare, istruire, incoraggiare: sapevi liberare la mente di chi ti ascoltava da preconcetti incancreniti dagli anni; sapesti portare in Italia l'animazione post-disneiana della Upa e quella d'arte di McLaren e di Alexeieff. Fosti il capo carismatico dello sparutissimo gruppo che lodò e diffuse nel nostro provinciale Paese lo idee innovative ed eversive, sui piano dello stile, della durata e della tecnica, che l'animazione d'autore degil anni Sessanta-Settanta sviluppava nei resto del mondo. Fosti il perno del miglior festival italiano d'animazione mai organizzato, quello di Abano Terme (1970-1971), poi in parte trasbordato a Lucca in concomitanza con quello sui comics. Avevi una cultura che qualunque enciclopedista di qualunque epoca ti avrebbe invidiato. Non c'era materia, scientifica o umanistica, che non ti fosse familiare e su cui non avessi un punto di vista inedito e non banale.

Però-attenzione-non eri un autore. Anche per questo i tuoi film rimasti sono pochi, e chiusi nei cassetti. Eri uno sceneggiatore, o piuttosto, come ti aveva insegnato a dire Brdecka in boemo, un dramaturg. Sapevi raccontare le storie.

E per di piu le sapevi raccontare meglio, molto meglio, a voce che per iscritto. Nella conversazione non avevi uguali al mondo e una storia ascoltata da te, a tu per tu, era un regalo degno degli déi. In particolare quando inanellavi aneddoti di matematici dalla mente superiore e sregolata, come Albert Einstein, Evariste Galois, Blaise Pascal.

Non si poteva fare a meno di ascoltarti. Una volta incontrasti Osvaldo Cavandoli in piazza Duomo, a Milano, alle 10 del mattino. Osvaldo aveva fretta, un appuntamento di lavoro. Alle 3 del pomeriggio non si era ancora spostato di un metro, era ancora li a pendere dalle tue labbra. Un'altra volta, a un festival, cominciasti a raccontarmi episodi, giudizi e paradossi alle 5 del pomeriggio; cenammo assieme, prendemmo il caffe, ci sedemmo nel salottino dell'albergo, all'una di notte mi sfidai: "Ho 22 anni meno di lui, non posso cedere per primo." Alle 5 del mattino ti interruppi mentre mi spiegavi la differenze tra Picasso e Braque, e andai a schiantarmi vestito sul mio letto.







Comments

  No comments. Be the first to comment below.


Post new comment

The content of this field is kept private and will not be shown publicly.
  • Web page addresses and e-mail addresses turn into links automatically.
  • Allowed HTML tags: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>
  • Lines and paragraphs break automatically.
  • Use <!--pagebreak--> to create page breaks.

More information about formatting options

CAPTCHA
This question is for testing whether you are a human visitor and to prevent automated spam submissions.